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Alberto Rossi | 14/11/2016 | Topics: conversion marketing

Conversion Marketing Case History Channel

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Per chi ama le definizioni, Il Conversion Marketing non è altro che l’insieme delle azioni che si possono attivare per convertire e la misura dei risultati raggiunti.

Non riguarda semplicemente raggiungere obiettivi di brand awareness e sentiment. Gli obiettivi di branding e quelli di conversione devono diventare parte dello stesso piano, della stessa brand experience capace di condurre il contatto a compiere un’azione, quell’azione che vogliamo che compia per avvicinarlo al brand e ad effettuare un acquisto.

Oggi, la grande quantità di dati e la possibilità di osservare il comportamento del target nel dettaglio ha aperto le porte a nuovi potenti tools per essere più efficaci e personali nell’approccio. Capire bene quali siano i triggers e le barriere all’acquisto può significare la differenza tra convertire o fare semplicemente un impression o un contatto.

Come in un grande gioco di ruolo, si tratta di spostare l’obiettivo da uno stato all’altro; da ‘non consumatore’ a ‘consumatore’, da ‘light user’ a ‘heavy user’. Questo è ciò che fa il Conversion marketing e lo fa coerentemente con il nuovo contesto di mercato.

Convertire non è una magia e nemmeno un meccanismo automatico, ma il risultato (di successo) di molte variabili che vanno messe in campo insieme, in modo esperto e consapevole.

Quando si parla di Conversion marketing, infatti, la conversione non può prescindere da almeno altri 4 pillar che complementarmente agiscono al raggiungimento del risultato di conversione:

-        Omnicanalità

-        Engagement innovativo

-        Creatività nativa

-        Big data & Misurazione

 

Approfondiamo tutti questi aspetti nel nostro Conversion Marketing Case History channel, che ormai da 10 edizioni cerca di diffondere la cultura di conversione anche in Italia.

 

1. Primi passi nella conversione per Hiro Baby

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Con questo esempio vi raccontiamo come grazie a una app per neogenitori si riesce a perseguire finalità educational e di conversione.

 

Per fare del conversion marketing efficace è essenziale mettere al centro il consumatore: i suoi bisogni, i suoi desideri, le sue aspettative sono gli elementi da tenere in considerazione per dargli un valore aggiunto che faciliti la conversione.

 

È proprio questo che fa Hiro Baby, un’app per neogenitori lanciata da pochissimo che si pone come ambizioso e lodevole obiettivo quello di aiutare mamme e papà, a partire dalla gravidanza fino al compimento del primo anno d’età dei loro figli. Oltre a fornire informazioni di carattere generale sulla crescita dei neonati, l’app è in grado di rispondere alle specifiche domande degli utenti e risolvere i loro dubbi, tramite una combinazione di intelligenza artificiale e intervento umano. Inoltre, il sistema fornisce consigli e suggerimenti sui migliori giocattoli e prodotti per bambini da acquistare; e la conversione è a un click di distanza, perché è possibile utilizzare la stessa app anche per ordinare gli articoli scelti.

 

Hiro Baby è quindi un buon esempio di come conoscere il proprio target e venire incontro alle necessità sia un punto di partenza cruciale per arrivare a una conversione efficace, che crei un valore reale per le persone.

 

2. Da Crate&Barrel la conversione è di casa

 

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Con questa case vi raccontiamo come grazie a un tablet è possibile avverare i desideri del consumatore durante una visita in store.

Per fare conversione oggi è necessario interessare il consumatore non solo soddisfando un suo bisogno in modo completo, ma anche offrendo una risposta precisa e targettizzata a un desiderio appena espresso.

Questo è proprio il caso di Crate&Barrel, catena americana di negozi d’arredamento, che ha deciso di fornire ai suoi clienti un’esperienza di shopping omnichannel davvero personalizzata.

Il servizio, che nasce come pilota e che per adesso funzionerà solo nel flagship store di Chicago, si chiama Mobile Tote.

Chi entra nello store, potrà utilizzare un tablet fornito dal negozio, attraverso cui potrà sia aggiungere nuovi prodotti alla sua wishlist sia scannerizzare il codice a barre di altri articoli per avere più informazioni a riguardo – e tutto durante la visita.

Ma ecco il il bello.

Tutti gli articoli inseriti nella wishlist, potranno essere raccolti e consegnati alla cassa da parte di un commesso durante la permanenza del consumatore in negozio.

Inoltre, il consumatore potrà suggerire, sempre tramite tablet, i prodotti non disponibili in quel momento, ma che vorrebbe acquistare in futuro, soltanto digitando la sua email.

Quando cliccherà su questa email, (grazie ai cookies) l’utente vedrà comparire sul sito di Crate&Barrel i banner che pubblicizzeranno solo i prodotti per cui aveva mostrato interesse durante la sua visita al negozio.

Mobile Tote di Crate&Barrel è un buon esempio di conversione dove si offre non solo un nuovo modo di fare shopping, migliorando l’esperienza d’acquisto ma si ascolta anche il cliente, diminuendo la dispersione del messaggio e degli investimenti.

Non a caso, dopo solo 2 mesi di utilizzo di Mobile Tote, Crate&Barrel ha registrato un aumento del 10% delle vendite, dimostrando che l’approccio del conversion marketing, ossia esserci nel modo e nel momento giusto, continua a dare i suoi frutti.

 

Stay Tuned!

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