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Alberto Rossi | 03/04/2017 | Topics: conversion marketing

Il Conversion Marketing ha un nuovo strumento: i Chatbots

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Negli ultimi mesi c’è stato un gran dibattito sui chatbot e le varie forme di intelligenza artificiale.

Cerchiamo di capire perché si parla tanto di quelli che sono stati definiti il nuovo trend del 2017.

Un chatbot è un servizio, alimentato da regole e spesso da intelligenza artificiale con cui è possibile interagire attraverso una comune chat.

Questo servizio può funzionare per tantissime cose, dalle più pratiche a quelle più ricreative, ma soprattutto può vivere in una qualsiasi app di messaggistica (Facebook Messenger, Slack, Telegram…)

I chatbot sono un perfetto strumento di conversion marketing, perché in grado di fare domande agli utenti, raccogliere informazioni e, di rimando, rispondere ad alcune delle loro richieste e quindi influenzarli.

Esistono infatti chatbot per le previsioni metereologiche, per fare la spesa, per le news, ma addirittura per consigli di vita, suggerimenti su come gestire al meglio il proprio denaro, come reminders o addirittura come ‘amici’ con cui parlare.

Ciò nonostante, i bot sono creati dai brand principalmente per uno scopo: assistere l’utente nel suo processo d’acquisto solo e quando venga loro richiesto. Uno degli elementi chiave del Conversion marketing, dunque, accompagnare il consumatore ed esserci quando ha bisogno.

La tecnologia su cui si basano può essere più o meno avanzata, così come i database a cui attingono e spesso possono imparare dal comportamento degli stessi utenti. 

 

Ma perché i chatbots sono così al centro dell’attenzione? Qual è il cosiddetto ‘big deal’?

Non suonerà come una novità per nessuno, ma ormai le persone utilizzano le app di messaggistica, più dei social network stessi. Basti pensare che il dialogo tra brand e consumatori nel 2016 è arrivato a un miliardo di messaggi solo sulla piattaforma di Facebook Messenger.

 

Quanti tipi di chatbots esistono e perché si parla di intelligenza artificiale?

Il primo tipo, i cosiddetti “functions based” sono basati su un set di regole, comando-risposta; l’altro tipo invece, più avanzato, usa macchine ad intelligenza artificiale.

I primi, rispondono a specifici comandi e sono tanto intelligenti quanto la programmazione degli stessi li spinge a esserlo.

I secondi, grazie all’utilizzo di un ‘cervello artificiale’, ascoltano e capiscono la lingua, non rispondono semplicemente a dei comandi, ma dialogano con le persone umane. E più apprendono, più diventano “intelligenti”.

 

«Il beneficio [dei consumatori] è doppio. Da una parte si ha un feedback in tempo reale alle proprie richieste, senza le attese di altri canali. Dall’altra, diminuisce la possibilità di perdere un’offerta conveniente o qualcosa di rilevante… di interessante» dice Stan Chudnovsky, responsabile del messaging di Facebook, alla F8 Conference di San Francisco.

E non è forse questo uno dei capisaldi del Conversion Marketing?

Non è questo il tipo di approccio di cui parliamo? La tecnologia non è invasiva, ma diretta e studiata sull’utente; non forza all’acquisto, ma aiuta nel processo di scelta, ottemperando alle richieste e rispondendo ai dubbi del consumatore. Il risultato è una visione della marca a 360° che non tratta i big data semplicemente per fare profitto, ma per offrire un servizio a tutto tondo che renda in quel momento e in quel luogo il consumatore più contento e soddisfatto.

 

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Stay Tuned!

 

ebook_trend_2017

 

 


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