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Alberto Rossi | 31/07/2017 | Topics: digital marketing

Educational content, il re del content marketing

Educational content il re del content marketing.png 

Tutto ciò che un brand fa sui social media è di fortissimo impatto sul comportamento d’acquisto dei digital consumer, ma prima è fondamentale capirne i bisogni. E spesso ciò di cui ha bisogno un consumatore sono contenuti.

Tuttavia per fare un content marketing di tutto rispetto, dobbiamo fornire contenuti che siano rilevanti per la nostra audience. Non tutti sono interessati a tutto nello stesso momento e nello stesso contesto.

Un’indicazione utile per indirizzare la nostra strategia di content marketing, ad esempio, ci arriva dall’ultimo studio di Sprout Social, nel quale emerge che il 42% degli utenti apprezza molto di più gli educational content che contenuti di puro engagement. Ma cosa significa?

Che la strategia di un content marketing vincente è quella di creare un contenuto capace non solo di intrattenere, ma anche di migliorare la vita delle persone.  

Come al solito, Buzzfeed con il suo Tasty (pagina dedicata alla condivisione di ricette in formato snackable content video) è stato uno dei pionieri dell’Educational Content, tanto da basarci un’intera strategia editoriale.

Il meccanismo per cui un educational content è così apprezzato è molto semplice: quando un brand realizza un contenuto di questo tipo il focus si sposta completamente sulle persone e non sulle vendite. E questo il consumatore lo percepisce e lo apprezza, si sente valorizzato e soprattutto si sente supportato. Di conseguenza, come un cliente contento ritorna, un utente felice continuerà a seguirci.

 

Ma come entra in gioco l’educational content nel processo decisionale di acquisto del consumatore?

 

In realtà il legame tra contenuto e vendita è in questo caso rafforzato rispetto ad una strategia di puro engagement: se il consumatore fruirà dei contenuti di un determinato brand per migliorare le sue life skill, è normale che cercherà di acquistare il prodotto con il quale il tutorial è stato realizzato. 

 

Dall’email marketing ai social network passando per i siti web, non c’è piattaforma dove un contenuto educational non performi: anzi, soprattutto nel caso dell’email marketing, finora terreno fertile per contenuti di puro branding o promozioni, l’educational content è quello che può davvero fare la differenza tra noi e gli altri brand.

Se ci pensiamo un momento, infatti, la classica pubblicità come fatta finora attraverso le newsletter non è un contenuto fruibile: è un contenuto che l’utente vede ma con cui non può interagire, o che comunque punta non al raccontare qualcosa bensì al vendere. Quello che i contenuti educational permettono, invece, è di sperimentare. Vivere una vera e proprio esperienza attraverso il proprio dispositivo. 

Questo concetto diventa fondamentale: un utente sarà più disposto a spendere per un brand che si lega a un’esperienza, perché il suo percepito sarà di poterla vivere a suo volta proprio grazie a quel brand.

L’educational content non è necessariamente in formato video: può essere una ricetta in formato statico, un’infografica, un articolo.

 

Ci sono però alcune regole da seguire per renderlo un contenuto di alto valore, capace di inserirsi nella vita delle persone.

 

1.    Studiare accuratamente il target è fondamentale. Prendiamo l’esempio di Tasty: la community di Buzzfeed è molto giovane, ragion per cui le ricette vertono molto spesso su torte, pizza, tacos.

2.    Creare contenuti facilmente condivisibili (quindi brevi e d’impatto) è fondamentale per creare una community: lo spazio di discussione è ampio nel caso degli educational content, perché gli utenti possono confrontarsi sulla riuscita del proprio lavoro o dare il proprio contributo sull’argomento (ad esempio, una variante di una ricetta), aumentando sensibilmente la reach e l’engagement del nostro contenuto.

3.    Se scegliamo di realizzare un video, è importante tenere a mente la lunghezza ideale per i canali social senza però sacrificare la chiarezza del contenuto: dobbiamo cercare di restare in un range che va dai 30 secondi ai due minuti, ricordando al tempo stesso che ogni passaggio è fondamentale e deve facilitare la comprensione.  

4.    Cercare di capire su che cosa siamo autorevoli ci permette di acquisire credibilità: l’educational content è un contenuto corretto quando è in linea con il brand che lo propone. Seguire i trend non è premiante in questo caso: un brand lontanissimo dal food non avrà l’autorità per proporre una ricetta, di conseguenza per l’utente non avrà senso seguirne i consigli sul tema.

5.    Le persone cercano risposte e riempire un gap d’informazione è lo scopo ultimo dell’educational content, per cui una scaletta ben strutturata parte dall’individuazione di un problema per proseguire verso la discussione e la risoluzione dello stesso.

6.    Se decidiamo di collaborare con un influencer per un contenuto educational (video, guest posting sul nostro sito, ecc), è importante anche in questo caso studiarne l’autorità. L’influencer migliore è quello che non solo condivide i valori della marca, ma che è un vero e proprio esperto del tema su cui verte il contenuto.

 

In conclusione, fornire ai digital consumer ciò di cui hanno bisogno è di primaria importanza per un brand e per una corretta strategia di content marketing: siamo talmente bombardati da una quantità di contenuti praticamente infinita, che tendiamo a disconnetterci dai brand che non ci soddisfano per dare altro spazio a nuovi stimoli.

Infatti, il 51% degli utenti smette immediatamente di seguire un brand che gli interessa poco o che cerca di convertire ogni impression in una vendita. E una volta tolto il follow su Instagram o il likes sulla pagina Facebook, è molto difficile che quell’utente torni a seguirci. Fornire all’utente un servizio o un’esperienza, anche attraverso i contenuti, è la chiave per una strategia digital di successo.

 

Stay Tuned!

 

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