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Alberto Rossi | 01/09/2017 | Topics: consumer engagement

Gaming e Gamification: le perle del consumer engagement

Gaming e Gamification le perle del consumer engagement.png
 
Ho letto recentemente un articolo interessante sul mondo del gaming sul blog di Google, che riporto a stralci originali.
In estrema sintesi racconta fatti e dati a testimonianza del crescente e ormai imperante interesse verso questo genere di contenuti che rappresentano la forma di consumer engagement per definizione.

Basti pensare che nel 2016 il mercato del gaming è tornato sopra quota un miliardo di euro (precisamente € 1.029.928.287) con un'impennata del 8,2% rispetto al risultato pur positivo del 2015.
Di questo miliardo di euro, il 62% è rappresentato dalle vendite di videogiochi (copie fisiche e digitali), mentre il 30% è stato dato dall'hardware console e il restante 8% dagli accessori. È particolarmente interessante guardare alla composizione dei € 636.908.554 fatturati dai videogiochi che si dividono in oltre 346 milioni di euro derivanti dal mercato "fisico" con un trend in de-crescita dell'1,1% laddove invece il segmento dei videogiochi in "digital delivery" esplode del +32,8% superando i 290 milioni di euro in valore (fonte: rapporto ufficiale di AESVI durante la conferenza stampa indetta in occasione dell’annuncio della Games week 2017).

Un altro dato sconvolgente è il tempo mediamente speso da persone adulte ad engagement definibili gaming (fonte: Nielsen 2016). I Millennials, tipicamente Target adulto giovane dai 18 ai 35 anni, dedicano mensilmente ben 7 ore e 5 minuti al gioco online.
Qualcuno potrebbe commentare che ovviamente i Millennials che sono sempre attaccati allo Smartphone e hanno molto tempo libero, di fatto, è accettabile che passino tutto quel tempo u videogames.
Vi stupiremo, perchè, sempre secondo i dati Nielsen 2016, la Generazione X, dai 35 ai 54 anni, dedica 9 ore e 40 minuti al gaming online.

Dunque non possiamo far altro che dare ragione a Google e confermare che il gaming sia ormai una perla di consumer engagement.


Ebbene sì, possiamo parlare proprio di engagement poiché dal puro gaming si passa alle varie e possibili forme di gamification in cui può prendere forma la nostra comunicazione al target.

Un’opportunità per brand e consumer marketing per coinvolgere, comunicare, relazionarsi, affiliare le persone con cui si vuole entrare in contatto.

 
Avevamo già scritto in un passato non sospetto dell’importanza della gamification e delle possibili applicazioni al consumer engagement e alla comunicazione coinvolgendo nella stesura di un ebook uno dei più eminenti esponenti del settore. Clicca qui per l’approfondimento.


Crediamo sia un tema più che mai attuale e per questo ne teniamo sempre conto nei progetti per i nostri clienti: la gamification aiuta sempre moltissimo il consumer engagement e la conversione.


E finalmente ecco l’articolo di Google. Enjoy!

Su YouTube esiste una community influente e appassionata di amanti di video sui videogiochi. Non riesci a immaginare di cosa si tratti? Non preoccuparti. In questo articolo analizziamo tre tipi di contenuti relativi ai giochi su YouTube, a dimostrazione del fatto che i video sui videogiochi non sono poi così diversi da altri tipi di video.

I giochi hanno conquistato l'attenzione del grande pubblico a tal punto che Newzoo, società di analisi del settore gaming, dichiara che si tratta della categoria di contenuti più guardata su YouTube.1
Ecco quindi una grande opportunità per i brand, che siano correlati al settore o meno.
I giocatori sono molto coinvolti e influenti su YouTube. Ma che cosa guardano? Che cosa si intende per contenuti sui videogiochi?
Potresti pensare che questi contenuti interessino un pubblico di nicchia, ma in realtà non sono tanto diversi da altri contenuti che gli utenti guardano su YouTube, ad esempio sport agonistici, tutorial o video di unboxing.
Ecco come si posizionano questi contenuti all'interno della categoria Giochi.
1. Sport agonistici: i video sportivi appassionano, che si tratti di calcio o sport elettronici (eSports)
Gli eSports, ovvero le gare di videogiochi con più giocatori, hanno le stesse caratteristiche degli sport agonistici tradizionali: suscitano le stesse emozioni e hanno giocatori che piacciono al pubblico, divise riconoscibili, incontri di playoff ufficiali e veri tifosi. Non sorprende quindi che gli eSports siano diventati un fenomeno culturale, con video dei tornei che attirano l'attenzione di oltre 320 milioni di persone nel mondo.2
Il tempo che gli utenti dedicano alla visualizzazione di video di eSports è aumentato di oltre il 90% nel corso dell'ultimo anno.
...
Concorrenti esperti di eSports come Nadeshot o Scumperjumper hanno milioni di iscritti ai loro canali, in cui condividono interessanti strategie di gioco, partite preferite e video di ciò che accade dietro le quinte.
...
Anche i brand stanno iniziando a sfruttare gli eSports. Red Bull ha creato un proprio canale eSports, sponsorizza squadre e organizza gare. Arby’s e Dell hanno iniziato a collaborare con ELeague, una lega professionale di eSports.
2. Tutorial: perché anche i giocatori vogliono migliorare
Il passaggio da un livello a un altro di un videogame deve essere una sfida. Come nel caso di altri hobby, i partecipanti perfezionano le loro competenze provando diverse strategie e creando modi di giocare nuovi e dinamici. Ed è qui che entra in campo YouTube: il 74% dei giocatori su YouTube dichiara di guardare video per scoprire come ottenere risultati migliori.4
Non stupisce quindi che su YouTube ci siano più di 20 milioni di video tutorial sui giochi.5 Per metterla nella giusta prospettiva, è come se la metà della popolazione del Canada avesse caricato un video tutorial sui videogiochi.
3. Unboxing: l'impazienza di scoprire nuovi accessori per i giochi
La maggior parte dei fan di YouTube conosce i video di unboxing, ossia quando qualcuno viene ripreso mentre apre una confezione contenente un nuovo cellulare, un prodotto di bellezza o un altro oggetto interessante.
Anche gli appassionati di giochi usano questi video per scoprire nuovi accessori di gioco, ad esempio console, oggetti da collezione e naturalmente merchandising vario. L'anno scorso, su YouTube sono state guardate più di 40 milioni di ore di video di unboxing (solo dai dispositivi mobili).
 
Stay Tuned!
 
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