Conversion Marketing Blog

Cerca nel sito

Alberto Rossi | 09/10/2015 | Topics: conversion marketing

L’importanza degli insight nel Conversion Marketing

conversion_marketing6

 

Il concetto di insight esiste nel marketing da molto tempo. Tutto nasce da un insight: un prodotto, una campagna di comunicazione, un’attività di below the line e lo stesso vale per un piano di Conversion Marketing.

Un insight, per definizione, nasce da un’osservazione; l'osservazione del consumatore, però, di per sè non dà un Insight ma un dato oggettivo sull’approccio delle persone riguardo a un problema. L'Insight é tutto ciò che c'è dietro, l'interpretazione che si cerca di dare sul perché c'è quel tipo di comportamento, di approccio.

Oggi, grazie agli strumenti di listening e monitoring della rete, abbiamo a disposizione non soltanto molti più dati, ma anche informazioni che ci aiutano ad interpretarli, per una lettura profonda del consumatore.

Noi abbiamo elaborato un tool proprietario, nominato Conversion Radar, per ascoltare la rete e aiutarci ad indentificare ed interpretare le conversazioni che avvengono relativamente ad un brand o ad uno specifico argomento. Si tratta di un insieme di attività di monitoring, quantitative e qualitative, che ci forniscono dati rilevanti che vengono, poi, trasformati in insight, strategia ed azioni concrete e misurabili seguendo precisi step e gate decisionali secondo il nostro modello di Conversion Marketing.

Insomma il nostro Conversion Radar è l’importante punto di partenza di un processo capace di trasformare le conversazioni in concreti vantaggi competitivi.

Siamo molto critici rispetto agli insight che riusciamo a generare e per essere approvati internamente devono rispettare criteri di selezione precisi, che noi chiamiamo matrice SODA. In generale gli insight che continuano nel processo di Conversion Marketing devono essere:

Specific. L’insight deve essere quanto più specifico possibile; verità universali, troppo generiche, che valgono per troppe categorie di prodotto, troppe tipologie di persona, troppe modalità di acquisto, non vanno bene. La tecnica che funziona di più per rendere l’insight il più pertinente e rilevante possibile rispetto a quello specifico target e comportamento è chiedersi ripetutamente perchè. Indagare oltre l’ovvietà, interrogarsi sulle motivazioni profonde porta all’elaborazione di insight forti, capaci di smuovere comportamenti e sentimenti.

Original. Non insegnamo nulla se diciamo che insight troppo inflazionati, perdono di efficacia. La competizione tra brand nel mondo della rete e delle relazioni si compie nella testa del consumatore e un insight per essere originale deve saper colpire trigger spresidiati, cosiddette ‘white areas’, che nessun altro ha individuatto prima, che sappiano dire qualcosa di nuovo alle persone.

Deep. Un insight per essere efficace e dare origine ai comportamenti desiderati deve smuovere corde profonde. A dire il vero, in letteratura, si parla ugualmente di insight sia razionali che emozionali, quindi nulla vieta di produrre anche argomentazioni funzionali che puntano alla testa dei consumatori. Tuttavia, come anche Kotler ha sottolineato nel suo recente intervento al marketing forum 2015 di Roma, siamo nell’era del marketing spirituale. I vantaggi competitivi basati su insight razionali possono essere velocemente superati da una normale competizione di prodotto, conquistare il cuore porta già ad un livello superiore, le emozioni lasciano il segno e creano legami più saldi. Ma la comunione spirituale con un brand, risuonare insieme ai propri consumatori, garantisce l’indentificazione e la fedeltà più profonda.

Actionable. l’insight per quanto specifico, originale e profondo si deve prestare a generare un messaggio, una call to action, un’attività di engagement. Se in nessun modo è utilizzabile, ma rimane solo un bel lavoro filosofico, non serve a nulla.

Stay Tuned!

ebook_brand_engagement_in_store


Post recenti

Topic

Visualizza tutti >
Go to Top