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Alberto Rossi | 22/06/2017 | Topics: conversion marketing

A lezione di Conversion marketing con Trentalance

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Oltre 200 persone hanno già apprezzato le nostre interviste a celebrity di settore che intervistiamo per farci raccontare il loro punto di vista su questioni di marketing, digital marketing e conversione.

Per noi si sono già espressi Spartaco Albertarelli, rappresentante top nel mondo del gaming, e Marcelo Lourenço, creativo di spicco di origine brasiliana e imprenditore attivo oggi in Portogallo.

I loro punti di vista ci hanno aiutato a mettere meglio a fuoco il tema del Conversion marketing offrendo spunti di riflessione, a volte anche unconventional, che permettono di metterci in discussione ed avviare quel processo di rinnovamento ed aggiornamento continuo che noi di Conversion stiamo promuovendo nel mondo del marketing e della comunicazione e con i nostri clienti sui progetti che ci vengono affidati.

Vogliamo cambiare registro, vogliamo spingere un linguaggio nuovo, orientato al modo in cui il consumatore moderno vuole relazionarsi e comunicare con i brand, vogliamo essere sempre omnichannel e vogliamo creare messaggi ed engagement sempre orientati al conversion marketing.

Per fare ciò, è necessario portare messaggi nuovi, punti di vista differenti e anche queste interviste ci aiutano proprio a suffragare il ruolo sempre più necessario di un approccio ai progetti orientato al Conversion marketing.

Per Conversion parla Franco Trentalance

 

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Franco Trentalance, ex pornodivo pluripremiato di fama internazionale, si è sempre occupato con successo anche di scrittura, coaching ed enogastronomia. Ha pubblicato l’autobiografia Ritrattare con cura (Ultra) e i thriller Tre giorni di buio (Ultra) e il Guardiano del Parco (Pendragon). Ha lavorato e lavora in radio, televisione e teatro.

 

Sei attore, produttore, artista, scrittore, produttore di vini e tanto altro ancora: mondi molto diversi tra loro, ma anche diversi modi di comunicarli. Come ti sei approcciato alle diverse modalità di comunicazione delle tue attività??

In realtà penso che il diverso modo di comunicare nasca semplicemente dai progetti e dalle attività che sono di per sé differenti. Una persona comunica la data di una festa o di un divorzio in modo diverso pur restando la stessa persona. Oltre a questo va detto che un po’ di creatività, ironia e poliedricità caratteriale sicuramente aiutano. Personalmente faccio molte cose perché tendo ad annoiarmi facilmente anche se non sono affascinato da chi è perennemente di corsa e indaffarato. Credo in ogni caso, che l’unico vero filo conduttore delle mie attività sia la passione.

 

Dal cinema porno sei passato a scrivere e vendere corsi e lezioni sulla sessualità, il protagonista di uno dei tuoi libri è un ex pornoattore e anche il tuo vino ha un nome eloquente, “Il peccatore”. In tutte le tue attività c’è un filo conduttore. Quanto è importante per te la coerenza tra produzione artistica e aspetti autobiografici?

Amo la coerenza nelle persone anche se non credo sia indispensabile che i percorsi artistici si intreccino con le qualità della vita privata.

Voglio dire, si può essere un attore o un musicista straordinario e una persona stupida e vanitosa nel privato, bravo e coerente nel lavoro ma inconsistente come essere umano. Anche se ovviamente si apprezza di più chi non ha queste dicotomie. Nel mio caso, non rinnegherò mai la mia carriera ventennale nel porno, come potrei? Sessualità e seduzione, restano per me due delle maggiori fonti di ispirazione che si possano avere nella vita.

 

Hai scritto tre libri, tra cui la tua autobiografia. Hai qualche trucco da scrittore, qualche consiglio di storytelling per tenere i lettori incollati alla pagina?

Forse l’unico vero segreto oltre al non essere prolissi, è mettersi nei panni delle altre persone, vedere un’azione da angolazioni e punti di vista alternativi. Quasi ogni cosa può essere bella o brutta nella vita a seconda di come la interpretiamo. E allora chi legge, sarà coinvolto da ciò che scrivi? Le tue esperienze possono essere comprese e condivise dagli altri? Quello che racconti e le emozioni che susciti, sono trasportabili nella vita di tutti i giorni? Insomma, io tendo a farmi sempre domande del genere quando scrivo un libro.

 

Parliamo ancora di linguaggi e comunicazione. Il mondo del porno, nel quale hai operato per la maggior parte della tua carriera artistica, comunica se stesso in modi molto creativi, perché la sua natura stessa permette di avere un tono di voce “fuori dagli schemi” (per citare il titolo della tua autobiografia). Penso a Pornhub e alle sue campagne: dal recruiting per il direttore creativo alla gift card natalizia. Pensi che questo approccio sia possibile solo per realtà “estreme” come quella del porno o anche altre aziende potrebbero utilizzarlo?

 

Sicuramente un’azienda che opera all’interno di una realtà “estrema” ha meno da perdere perché è abituata a rischiare e osare di più. Questo vale anche per le persone direi: quelle di carattere temono meno le critiche e in qualche modo hanno imparato a dargli poco peso se devono realizzare un’idea. Talvolta attività e aziende “politically correct” (ad esempio mi viene in mente la Rai) sono maggiormente dipendenti dal giudizio altrui e spesso sono creativamente ingessate perchè costrette a percorrere strade già battute e poco fantasiose. Penso a certi spot di una tristezza unica che ad interpretarli e metterci la faccia, ci vuole più coraggio che andare su un set porno.

 

Tra le tue tante attività c’è anche quella di mental coach. Immagino che per allenare una mente a raggiungere degli obiettivi ci sia bisogno di essere molto chiari e persuasivi. Hai dei consigli utili per individuare messaggi diretti ed efficaci per sedurre i clienti di un brand e invitarli a compiere un’azione?

Come approccio generale suggerirei di essere corretti nella comunicazione, onesti e preparati. Sarà banale ma resta il miglior segreto per risultare convincenti agli occhi degli altri.

Tra i tanti pregi che ha la rete, c’è a mio parere un grande difetto: ci stiamo abituando a click, like e visual a tutti i costi. Ai numeri che devono essere i più alti possibili indipendentemente da tutto, anche usando trucchi e comunicazioni ingannevoli.

Questo non esclude qualche malizia o strategia ma la base dovrebbe essere più etica. Si dice che quando si tratta di numeri sono solo quelli che devono parlare, ma non sempre deve essere così. Io guarderei anche alla qualità del pubblico che mi sceglie e non solo alla quantità. E’ come uscire a cena con cinque donne (o uomini) noiose e banali piuttosto che con una intrigante e intelligente. Voi chi scegliereste?

 

Stay Tuned!

 

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