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Alberto Rossi | 21/11/2013 | Topics: Eventi, Marketing Virale, consumer engagement, eventi marketing

Il Marketing virale e gli eventi

Marketing Virale

Il marketing virale è una tecnica di marketing digitale che sfrutta tutte le potenzialità del passaparola sul web, assimilabile anche al buzz marketing, un termine che associa la parola buzz, termine onomatopeico che riproduce il rumore emesso dall’ape e la parola marketing.

Il Buzz marketing come il marketing virale è finalizzato a creare rumore intorno ad un dato prodotto o servizio, a renderlo virale diffondendolo attraverso tutti i mezzi di comunicazione attualmente in uso: e-mail, video virali, blog, social media con tutto il web 2.0 fatto di commenti, di condivisioni, di download di applicazioni virali, di programmi tell a friend e di tutto ciò che può essere utilizzato a questo scopo.

Il marketing virale è spesso integrato con molte campagne di advertising per il lancio di nuovi prodotti o servizi ed è spesso usato anche per identificare in maniera più dettagliata il potenziale bacino di utenza del nuovo prodotto/servizio.

Gli eventi possono essere una possibile scintilla per una campagna di marketing virale, ed un certo tipo di eventi nascono con lo scopo primario di essere notiziabili ma soprattutto digitalmente virali.

In questo senso stiamo entrando nel mondo del cosidetto un-conventional marketing o guerilla marketing. Questa tipologia di attività nasce per raggiungere obiettivi in parte differenti rispetto alla viralità, però diciamo che possono essere la tipologia di eventi che meglio si presta a supportare un’iniziativa di marketing virale.

La prima domanda in questi casi è: quali sono i passi per rendere virale un’attività o un evento di marketing.

Chiaramente la risposta non è semplice e soprattutto non esiste la sicurezza di ottenere in riscontro virale in assenza di investimenti a supporto.

In ogni caso possiamo analizzare una serie di elementi che possono mettere un evento sulla strada giusta per poter diventare un evento di marketing virale, dopo di che il resto e’ fatto da una serie di fattori imponderabili e dalla possibilità di investimento.

L’iniziativa deve contenere un “virus” che possa trasmettersi a catena tra chi c’era e può testimoniare l’accaduto (solitamente una buona notizia tende ad autoalimentarsi), ed estendersi su altri media rispetto a quelli classici della stampa, tv e radio.

L’iniziativa, o la campagna di marketing non convenzionale, deve essere pensata per funzionare ed essere integrata.


RISULTATO = Attività immortalata + Notiziabilità su media stampa + Viralità su media web.

 

L’evento o la campagna guerrilla, infatti, per raggiungere il massimo di quanto preposto, deve necessariamente:

    • avere una dimensione narrativa importante che faccia leva sull’immaginario e meccanismi psicologici degli utenti finali (quello che gli americani chamano “OUTSTANDING STORY”)
    • veicolare un messaggio aziendale di prodotto (“RELEVANCE”)
    • catturare l’attenzione del pubblico (“STICKINESS”)
    • coinvolgere il pubblico a partecipare (“CALL-TO-ACTION”), ad una azione (ruolo attivo del consumatore), a “vivere un’esperienza con la marca” generando il cosiddetto “effetto lovemark”
    • restare impresso nella memoria
    • essere notiziabile sulla stampa (ed anzi dev’essere previsto un servizio di ufficio stampa a supporto della comunicazione dell’evento) (“ACTUALITY”)
    • essere facilmente veicolabile e crossmediale (“PORTABILITY”), declinabile su più media (anche grazie al reporting fotografico e video prodotto dell’evento)
    • essere associabile al prodotto (o brand) (es. far provare il prodotto, consegnare dei materiali prodotti a supporto, regalare gadget per mantenere il legame con la marca)
    • essere portatore dei valori del prodotto (o brand) (“SEEDING HOOK”)
    • essere facilmente raccontabile (“SHAREABILITY”)
    • prestarsi al passaparola tra pari, essere virale (socializzazione) (“SHAREABILITY”)
    • limitare i rischi del passaparola digitale (ossia il “buzz” negativo, scongiurare la cattiva reputation online)
    • essere monitorabile e l’operazione tracciabile (“TRACEABILITY”)(es. la consegna del gadget è subordinata al rilascio dei contatti del pubblico).


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