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Corinne Galli | 27/06/2018 | Topics: social media marketing

Pillole dalla Social Media Week: l’utente al centro

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Dalla Social Media Week di questo mese di giugno, siamo tornati a casa con molti spunti che ci hanno fatto riflettere. Nozioni che di certo non sono una novità per nessuno, ma che se arrivano ad un appuntamento come la SMW di certo meritano di essere approfonditi. Ecco perché ci teniamo a condividere con voi le considerazioni che sono sorte in Conversion rispetto ai 7 temi più importanti trattati in questi intensi tre giorni di appuntamenti alla Social Media Week:

 

  1. L’utente è il nuovo media, rendetelo Ambassador del vostro brand
  2. Ascoltare per agire: oggi è un must
  3. Il VR entrerà nelle campagne di comunicazione: preparatevi
  4. Dal Brand content al Brand entertainment
  5. La social strategy e l’Influencer marketing fatto coi numeri giusti
  6. Attenzione ai BOT: l’inquinamento della rete
  7. Il SEO di domani: quali sono le previsioni

 

Ne stiamo facendo anche un eBook che rilasceremo a breve, per ora vi diamo appuntamento ai prossimi aggiornamenti nei giorni seguenti.

Se vuoi anche qualche aggiornamento sul mondo dei Social Media, puoi leggere anche HIT Parade del nostro Blog: il social media marketing vince

Ed ecco i primi due temi trattati e rilevanti per il social media marketing con alcune delle nostre considerazioni.

 

  1. L’utente è il nuovo media, rendetelo Ambassador del vostro brand

 

Per anni i brand si sono dannati a costruire una copiosa fanbase, spendendo molti soldi. Cosa hanno ricevuto in cambio? Che la reach organica oggi è morta per cui il numero di follower tanto faticosamente raccolto ormai non è più uguale al numero di persone che riesco a raggiungere in automatico e di conseguenza non determina più lo stesso livello di amplificazione di prima.

Ed ecco che i brand migrano verso altri lidi dove gli algoritmi permettono di replicare, per il momento, il modello di comunicazione tradizionale: grandi numeri di raccolta, grande reach, comunicazione a cascata.

Peccato che, senza avere la sfera di cristallo, molto probabilmente anche in altri social che oggi lo consentono, come Instagram ad esempio, la pacchia, se così si può definire, terminerà. Perché il web non è fatto solamente di reach, perché il web e i social in particolare non si presta per la comunicazione di massa.

Invece di continuare ad inseguire la chimera dei numeri, i brand dovrebbero capire una volta per tutte che il web non è fatto per comunicare nel modo in cui siamo tradizionalmente abituati (almeno i più vecchi del mestiere) ma è fatto per ingaggiare, per intrattenere una relazione, per affiliare.

L’utente è il nuovo e unico media sul quale puntare ed investire: meno ma attivi, in relazione col brand ed entusiasti dello stesso al punto da rendersi essi stessi Ambassador della marca e del suo messaggio.

Quindi il vero grande investimento che abbia un ROI oggi è quello che ha come obiettivo la cura della fanbase, la relazione soddisfacente con la stessa, tutto ciò capace di creare attaccamento nei social e fuori dai social.

Con questo nuovo punto di vista, le strategie di comunicazione del brand prescindono da Platform, ecosistemi e algoritmi, ma lavorano sul vero valore del web sfruttandone il massimo potenziale.

 

 

  1. Ascoltare per agire: oggi è un must

 

Non si può più prescindere dall’analisi e dall’ascolto. Ascoltare e raccogliere dati sullo status quo e sull’evoluzione in tempo reale del sentiment e delle conversazioni che gli utenti intraprendono rispetto ad un brand o il perimetro di argomenti rilevanti del brand stesso ormai è un dovere imprescindibile per industria e agenzie.

Le ricerche sono sempre state il punto di partenza di processi di sviluppo di nuovi prodotti, nuovi posizionamenti e campagne di comunicazione. Oggi più che mai in un mondo in cui i brand sono coinvolti quotidianamente in relazioni e comunicazioni con il consumatore finale, bisogna monitorare continuamente gli effetti, tanto più che i dati a disposizione sono infinitamente di più, più realistici e analizzabili sotto ogni parametro e sfumatura.

Nel mondo delle ricerche ricorre il concetto di flusso e non più di interventi One Shot, come accadeva di più in passato. Deve essere un processo continuo e capace di seguire il percorso dell’utente, capace di analizzare dati e di apprendere progressivamente.

Attenzione che, proprio causa l’abbondanza dei dati disponibili, mai come ora è indispensabile avere chiaro l’obiettivo della ricerca e anche qualche dettaglio in più rispetto al passato: la ‘query’ da sottoporre alle macchine che analizzano i dati e la scelta del ‘crawler’ più corretto per l’analisi stessa. Ovviamente anche l’interpretazione dei dati rimane un fattore critico di successo, allo stesso modo che nel passato.

A riprova di ciò, intervengono due fattori importanti:

1- Risulta importante monitorare non solo le social properties del brand o del settore merceologico, ma anche l’open web, in modo tale da capire se e come le interazioni e le conversazioni sui social si evolvono o meno al di fuori dei social. Ciò per misurarne la capacità di un brand oltre che di creare affiliazione (nei social), quella di creare amplificazione fuori da essi.

2- Altro fattore tiene conto del fatto che la parte di web monitorabile è solo la punta dell’Iceberg, mentre esiste un mondo digitale chiamato ‘deep web’ e ‘dark web’ che non è ascoltabile, anche perché ci sono molti contesti che seppur visibili non consentono una interazione o la possibilità di discussione e quindi per definizioni ininfluenti ai fini del listening.

Esistono davvero una lunga serie di strumenti di analisi che possono misurare il sentiment, possono analizzare anche quali touchpoint all'interno dell’ecosistema digital e social sono i migliori da attivare in base all'obiettivo del brand, che sia di awareness, engagement o loyalty o sell out. Bisogna conoscerli e scegliere i migliori a seconda dello scopo d’analisi.

 

Al prossimo appuntamento approfondiremo ‘Il VR entrerà nelle campagne di comunicazione: preparatevi’ e ‘Dal Brand content al Brand entertainment’.

 

Stay Tuned!

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