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Alberto Rossi | 07/09/2017 | Topics: campagne di comunicazione

Se non rischi, non rosichi: w le campagne di comunicazione coraggiose!

Se non rischi, non rosichi  w le campagne di comunicazione coraggiose.png
 
Nel mondo del marketing e della comunicazione c’è perennemente fame di innovazione, si venderebbe un organo per avere l’idea del secolo, si fanno fare gare a 20 agenzie contemporaneamente chiedendo originalità …

E alla fine si finisce a fare sempre la campagna di comunicazione più conservativa, si implementa l’idea più safe.

Piccolissimi passettini verso il cambiamento, mentre il mondo degli utenti e della tecnologia corrono a velocità stratosferiche. Un disallineamento cronico che ogni tanto vede la luce attraverso l’iniziativa di pochissimi coraggiosi che osano fare campagne di comunicazione finalmente diverse, innovative e uniche.
 
Ed è proprio a queste campagne che vogliamo dedicare questo post, premiando l’originalità di chi le ha ideate, ma soprattutto il coraggio dei brand manager che hanno deciso di implementarle.
 

Snickers ‘Hungerithm’ in collaborazione con 7/11

 
Snickers ha concordato una collaborazione con la catena 7/11 in Australia per il lancio di una campagna di comunicazione davvero speciale. Campagna a tutti gli effetti omnichannel perché collegava con continuità l’online e l’offline, ma non solo, gli umori e gli avvenimenti online con i prezzi e le vendite offline.
 
La tecnologia ormai consente di fare quasi tutti e Snickers ha sviluppato a tal fine un complesso algoritmo in grado di misurare l’umore degli utenti Internet analizzando i commenti, oltre 3.000 parole chiave e 14.000 post al giorno, fino a 100.000 post alla settimana.
Il prezzo del prodotto variava durante la giornata di conseguenza all’umore rilevato. Maggiore era il ‘malumore’ rilevato, più si abbassava il prezzo. Una variazione continua e in tempo reale in tutti i 7/11, fino a 144 volte al giorno e più di 5.000 in 5 settimane.
 
La coraggiosa campagna di comunicazione, nonché campagna commerciale, si inseriva sotto il cappello concettuale del brand ‘Non sei più tu, quando sei affamato’ e Snickers ha pensato bene di mandare ai consumatori un messaggio chiaro: ‘siamo al tuo fianco nei momenti difficili’.

Letteralmente il brand lo è stato, ricompensando con il suo dolce prodotto il malumore del web, offrendolo a prezzi più bassi che mai.
 
La campagna di comunicazione ha ottenuto risultati strepitosi: fino a 30 milioni di social impressions nel periodo di campagna, un massiccio aumento del traffico social pari al 1740%, insieme ad un interessante aumento del 67% delle vendite. A chi poi fosse interessato anche ai premi, ha inoltre vinto il cyber-lion al festival 2017 Cannes Lions.
 
Ora sembra che il marketing di Mars voglia estendere la campagna a livello global, teniamo d’occhio la rete nei prossimi mesi!!
 

Buondì Motta e l’asteroide assassino

 

 

 
Dal 27 agosto è on air la nuova campagna di comunicazione del Buondì Motta con l’obiettivo di rilanciare il brand e la merendina nel mercato delle colazioni che troppo avevano parlato di famiglie felici e prodotti leggeri e deliziosi.
La casa dolciaria ha voluto rompere gli schemi con un’idea creativa dirompente, utilizzando l’ironia al limite del grottesco.
Subito dopo l’on air è partito un dibattito sul web con pareri negativi e pareri positivi sull’esecuzione scelta dalla Motta alle quali Buondì stesso ha risposto: ‘Si tratta di uno spot ironico’ … al quale forse non tutti erano preparati.
Da una parte ci si è stufati dello stereotipo della famiglia italiana perfetta, dall’altra qualunque tentativo di realismo viene crivellato all’istante dalla rete di buonisti. Motta ha voluto prendere atto di una realtà reale, dando spazio con ironia ad un’immagine più quotidiana di famiglia ed anche promessa di prodotto.
Ma fino a che punto spingersi? Qual è la soglia limite oltre la quale il danno è maggiore del buzz?
Ce lo diranno solo le vendite.
Alcune pubblicità che generano molto buzz e fermento in rete certamente centrano l’obiettivo dell’awareness, da misurare quello del sentiment, ma alla fine tutto torna se c’è un incremento solido e consistente di sell out.

Non ci è dato saperlo, ma possiamo ispirarci ad un altro caso di campagna di comunicazione coraggiosa, in un modo diverso da Motta e che sulle vendite ha ottenuto ottimi risultati.
 

Ricordiamo anche il caso della campagna di comunicazione di Somatoline qualche anno fa.

 
Uno spot breve ma estremamente lapidario nel suo realismo: ‘La cellulite è una malattia, solo un medicinale può combatterla…’. Aveva sollevato un grande dibattito sulla rete, anche molti commenti negativi, come si può desumere anche dalla fonte di questo video. Tuttavia la gran parte delle consumatrici deve aver capito il messaggio di verità e, soprattutto, di solidarietà verso coloro che soffrono del problema estetico della cellulite, facendo emergere a consapevolezza e a discolpa delle donne coinvolte il fatto che sia realmente una malattia. Le vendite lo hanno dimostrato raddoppiando in un solo anno.
 
Stay Tuned!
 
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