blog

Digital Creativity Update: il corso di Conversion per Ninja Academy

Digital Creativity update-1.png 

Essere aggiornati è sempre più importante, non solo per i creativi, ma anche per brand manager, strategist e content manager. E proprio a queste quattro categorie si rivolge il Digital Creativity Update 2016 che noi di Conversion abbiamo realizzato per Ninja Academy.

Tre ore di video lezioni in cui le migliori case history digitali del 2016 sono state analizzate, commentate e dalle quali sono stati estratti molti learning utili per un lavoro non solo creativo, ma anche strategico e di marketing.

 

Conversion_per_Ninja.jpg

 

Tra le tendenze più influenti venute fuori dall’analisi, tre sono state quelle che hanno avuto sensibilmente più rilevanza: l’importanza dell’empatia umana in ogni comunicazione, la necessità di un uso corretto dei linguaggi, la visione laterale.

Ma andiamo con ordine. Ecco le tre tendenze di Digital Creativity più rilevanti emerse:

 

  1. L’empatia ha sostituito l’autenticità.

Un’interessantissima propensione comune alla grande maggioranza di tutte le case history è stata quella di costruire una narrazione costruita attorno a una storia fortemente empatica e che metta al centro un elemento umano. Non importa quanto sia digitale o virtuale il mezzo sul quale la campagna è comunicata; è sempre più importante, invece, tenere sempre presente che sia i creativi che il target sono umani. Di conseguenza, il calore e l’empatia che può provenire solo da una persona vera, reale e “semplice” è il valore aggiunto a comunicazione che altrimenti sarebbe molto meno immediata.

L’autenticità si può imitare: basti pensare all’accuratezza che la realtà virtuale sta raggiungendo negli ultimi anni. L’empatia, invece, è l’unico sentimento davvero umano e l’unico che può regalare un’immediatezza vera tra comunicazione e target, che si sente riconosciuto e appagato.

 

  1. Un corretto uso dei linguaggi.

Ormai dominante è la tendenza a comunicare su ogni mezzo, declinando un unico concetto su ogni canale esistente. Ma, nel 2017, è ormai impensabile declinare lo stesso messaggio, con lo stesso linguaggio e copia incollato dalla tv al digital o viceversa (senza contare gli altri canali). Ma per comunicare bene lo stesso concetto in modo omnichannel bisogna conoscere bene i linguaggi di ogni canale. Questo comporta non solo rispettarne le regole. Significa anche adattare i contenuti tecnicamente e creativamente, per fare in modo che il messaggio sfrutti la propria natività per risultare più efficace e indicato.

 

  1. Distogliere lo sguardo dal centro.

Sempre più brand puntano a una creatività che “non va al punto”, ma a una comunicazione che sia concettualmente che creativamente non puntano al cuore del messaggio, ma lo aggirano per centrarlo al meglio. Potrebbe sembrare paradossale, ma così non è.

Basti pensare a tutti quei brand che, per comunicare al meglio il proprio posizionamento, fanno esattamente il contrario di quello che fanno tutti i suoi competitor. In questo modo, ribaltando le regole di comunicazione della categoria a cui appartiene, il brand si differenzia e si eleva sugli altri, senza però perdere di vista la sua identity ed equity e risultando innovativo e intrigante.

È ovvio che la creatività, con una scelta concettuale così forte e controcorrente, risulta di conseguenza più impattante delle altre, proprio per la sua natura contraria alle regole, ma allo stesso tempo utile a costruire uno storytelling che ingaggia e converte.

 

Perché, non dimentichiamolo, questi tre punti venuti fuori così prepotentemente alla luce di un’analisi delle case history digitali più interessanti del 2016 non sono ovviamente fini a se stessi. Al contrario, sono tendenze utilizzate da brand che sono riusciti a fare un’ottima conversione e a diventare molto più rilevanti sul mercato.

Stay Tuned!

{{cta(’94e34953-d290-4084-a4eb-f59261883716′,’justifycenter’)}}