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Influencer Marketing VIP: Elena Midolo parla per Conversion

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La rubrica Conversion Talks, dopo sette interviste ad autorevoli rappresentanti della comunicazione e non, è lieta di presentare una VIP del mondo degli Influencer che ci darà un punto di vista accreditato sul tema. 

Oggi è indubbio come l’utilizzo di Influencer sia un media importante e che spesso sia parte dei piani di comunicazione di molti brand. Tuttavia come usarli al meglio e quali regole auree seguire non è sempre chiarissimo, ecco perchè abbiamo chiesto di parlare per Conversion della sua esperienza e delle sue regole Elena Midolo, CEO di ClioMakeUp, la Top Blogger Italiana.

 

Grazie anche a questo contributo, Conversion Talks vuole proprio diventare un importante bacino di idee ed ispirazione per continuare ad arricchire il nuovo approccio al Conversion marketing, per migliorare i risultati dei nostri e vostri progetti.

 

Per leggere gli altri interventi, fate riferimento ai link che seguono: Spartaco Albertarelli, rappresentante top nel mondo del gaming; Marcelo Lourenço, creativo di spicco di origine brasiliana e imprenditore attivo oggi in Portogallo; Franco Trentalance, ex pornodivo pluripremiato di fama internazionale; Andrey Gubaydullin, leader nel settore pubblicitario in Russia ed infine Mark Tungate, giornalista inglese protagonista del mondo della comunicazione; Marco Cremona, copywriter di professione.

 

Per Conversion oggi parla Elena Midolo

 

Dalani_ClioMakeUpLab_Clio-Elena (6).jpgElena Dominique Midolo ha conseguito il dottorato di ricerca in Sociologia e Metodologia della Ricerca Sociale presso l’Università Cattolica di Milano. Ha condotto ricerche in ambito internazionale, in particolare in Gran Bretagna, dove ha frequentato il Centre for Cultural Studies del Goldsmiths College di Londra, approfondendo lo studio della sociologia della cultura, dei processi e dei fenomeni culturali. Ha svolto attività di ricerca sui consumi mediali in contesti interculturali, focalizzandosi sui paradigmi di produzione e fruizione musicale in background multietnici. Ha scritto due monografie: Flow of Sounds. Musica e Diaspora: il rap islamico in Gran Bretagna e Sound Matters. Orizzonti sonori della cultura contemporanea.

E’ mamma di due bambini, cinefila e amante di contenuti cult.

La passione per la ricerca la spinge a esplorare l’universo dei new media, e, dopo l’incontro con Clio Zammatteo, si dedica, dal 2008, al coordinamento, online e offline, dell’azione strategica e commerciale di ClioMakeUp, per la quale oggi ricopre il ruolo di CEO.

 

ClioMakeUp è stata una realtà pioniera per quanto riguarda digital e social in Italia. Com’è stato aprire la strada in questo ambito?

Clio inizialmente ha aperto il canale YouTube ClioMakeUp in maniera del tutto spontanea. Nel 2008, infatti, la piattaforma non era percepita come un possibile trampolino di lancio, il canale è stato aperto senza avere un manifesto, un programma ma con un’idea e un progetto molto chiaro: condividere una conoscenza tecnica specifica con la rete (il make up) rispettando così quello che era inizialmente il senso profondo di internet ovvero quello di condividere informazioni.

Aprire la strada in questo ambito è stato sfidante poiché trasformare in business un successo inaspettato sui nascenti social network non era ancora stato fatto. È stato particolarmente complesso costruire una credibilità presso le grandi aziende che al tempo non si erano confrontate con modalità comunicative come quelle di Clio. Il nostro compito è stato quello di far capire cosa avrebbe potuto portare al loro business plan un video di Clio.

In un certo senso abbiamo aperto un mercato perché prima di noi, in Italia, nessuno aveva venduto a grandi multinazionali dei video o delle foto realizzati da un creator nato su YouTube.

 

 

Si parla tanto della centralità del contenuto e di come renderlo interessante per il proprio target secondo criteri di pertinenza, contesto e utilità. Ovviamente per voi il contenuto è fondamentale, sia nei video tutorial, sia nel blog, sia nei social. Se dovessi scegliere una regola che ritieni fondamentale per la strategia di content marketing di ClioMakeUp, quale sarebbe?

Sicuramente la consistency, Clio per una questione etica è sempre stata molto coerente con ciò che definisco il “Clio pensiero” dunque i principi di verità e realtà sono assolutamente fondamentali. Clio non parla mai di prodotti che non le piacciono realmente anche nel caso in cui un’azienda le propone una collaborazione.

C’è, di fondo, il tema del rispetto nei confronti della community, di una linea editoriale precisa e di una visone della bellezza “a 360 gradi”, una bellezza che deve essere accessibile. ClioMakeUp non propone, infatti, scenari aspirational bensì una bellezza smart, ma nello stesso tempo semplice, alla portata di tutti. È una realtà inclusiva in grado di poter collaborare in sinergia con la community.

 

 

Per un’influencer, il rapporto con i brand è importante. Immagino però che ci siano molti elementi da tenere in considerazione per rimanere fedeli all’identità che ci si è costruiti con la propria fanbase, sempre e comunque. Per te come si bilanciano questi due elementi?

Con un grande lavoro a monte, il rapporto con i brand è sicuramente vitale nel momento in cui si decide di trasformare il successo online in business.  La relazione con i brand va costruita tenendo in considerazione che il brand stesso sará chiamato ad instaurare una comunità di intenti con l’editore. Personalmente mi accerto preliminarmente che il nostro modus operandi sia apprezzato e compreso dal potenziale Cliente. Partiamo da lì, perché senza questo allineamento si rischiano solo di fare operazioni forzate, che su Internet si trasformano in boomerang.

All’inizio, nella maggior parte dei casi, era difficile trovare qualcuno che capisse le nostre modalità ma, grazie ai risultati ottenuti, con il tempo sempre più brand, nazionali e internazionali, si sono fidati e si sono lasciati guidare in un contesto – allora –  innovativo come quello del digital marketing e dell’influencer marketing: anche quando vengono presi accordi commerciali il nostro primo cliente rimane la community e, proprio per questo, il protagonista dovrà sempre e comunque essere il contenuto, non il prodotto. Questo ci ha portati a riscuotere, un po’ in controtendenza, un sentiment molto positivo anche nei confronti di output editoriali sponsorizzati generalmente poco apprezzati dall’utenza.

 

 

In uno scenario come quello odierno in cui le beauty blogger (più o meno autorevoli) sono sempre più numerose, qual è il segreto per continuare a distinguersi e ad essere il top nel vostro settore?

In Italia ClioMakeUp è diventata un fenomeno nazionalpopolare per due ragioni: la prima tocca sicuramente una questione di timing in quanto Clio è stata, in ambito beauty, la prima ad utilizzare YouTube, la seconda motivazione è il grande carisma che la caratterizza, una dote naturale.

Sicuramente ci sono anche degli elementi strategici, come una grande attenzione alle ultime novità in ambito social, tecnologico e cosmetico, in questo campo, ClioMakeUp è all’avanguardia. Un altro elemento fondamentale è di certo l’originalità: il blog www.cliomakeup.com, la nostra piattaforma proprietaria, ha un taglio unico, ben lontano dalle classiche rubriche di bellezza che circolano ormai dalla seconda metá del ‘900 in Italia. E ha un volto. Penso a tutte le riviste tradizionali: Anna, Gioia, Grazia. Rappresentano delle istanze femminili immaginate. Clio, invece, è una donna in carne ed ossa, come le sue lettrici.

Il segreto della differenziazione rispetto agli altri sta nella capacità di coniugare sia l’elemento qualitativo sia quello quantitativo anche in un’ottica di produzione di contenuti: nonostante l’elevato numero di output multimediali che pubblichiamo quotidianamente (video, testi, immagini…) cerchiamo di mantenere un certo standard tecnicamente qualitativo, umanamente empatico.

 

Di recente avete aperto il ClioMakeUpShop: la conversione è diventata quindi sempre più centrale per voi. Quanto è cambiato il vostro approccio in seguito a questa novità?

L’approccio non è cambiato per noi: con il prodotto fisico il prodotto stesso è contenuto. Dovendo lavorare a un progetto fisico abbiamo cercato di aggiungere un taglio imprenditoriale tradizionale alla nostra azienda che fino a pochi mesi fa era 100% digital: abbiamo lavorato per 8 anni online grazie al solo utilizzo di una connessione internet, ora invece abbiamo allargato il team e preso uno spazio tutto nostro, dal quale gestiamo tutte le operazioni legate all’e-commerce: il ClioMakeUp Lab. Nonostante questi cambiamenti lato hard, il prodotto per noi rimane sempre una declinazione della linea editoriale, ha comunque un lato soft, comunicativo, empatico ed inclusivo nei confronti dell’utenza.

 

Grazie Elena Midolo e ClioMakeUp per questo contributo! 

Stay Tuned!

 

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